Sindrome premestruale

Adesso ho capito perché ero così depressa mentre compilavo lo scorso post!
Per un attimo ho temuto che fosse qualcosa di ben più grave, come una ricaduta nell’adolescenza…

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Quando vorresti dire tante cose, ma non puoi e non sai come. Allora fai un test.

01. Come ti chiami? Arianna.
02. Come vorresti che gli altri ti chiamassero? Arianna.
03. Di che segno sei? Vergine.
04. Chi è l’amico/a che conosci da più tempo? Andrea.
05. Quanti anni ha più di te la persona più grande con la quale sei stata? Due anni.
06. E quella più piccola? Un anno e tre mesi.
07. Il tuo numero preferito? L’uno.
08. Il tuo colore preferito? Quelli scuri. Quelli che hanno un’anima.
09. Che scarpe porti di solito? Sneakers.
10. La tua vita da uno a dieci? Dipende dal periodo.
11. L’ultima persona che hai baciato: Il mio ragazzo.
12. Il nome del/della tuo/tua ex? Quelli degni di nota sono Nicholas e Gianluca.
13. Una persona che ti sta antipatica: La mia futura ex insegnante di canto.
14. Una persona che ti intriga davvero tanto: Nessuno in particolare.
15. Chi vorresti conoscere meglio? Mio padre.
16. Una festa memorabile? Non una festa, ma una serata in un pub.
17. La tua vacanza più bella? Irlanda 2011, Grecia 2008
18. La tua gita più bella? Pietrarubbia nell’estate 2011.
19. Hai la macchina? Quale? Sì, una Hyundai i20.
20. Preferisci dare o ricevere? Mi piace donare senza nessuna pretesa di ottenere qualcosa in cambio, e ricevere senza alcun obbligo di ricambiare.
21. Dove ti piace essere baciata? Sulle labbra, sul collo, sulle spalle.
22. Sei mai stata male per un/una ragazzo/a? Prima di adesso è successo tutte le volte.
23. Quando hai dato il tuo primo bacio ( con la lingua )? A 17 anni.
24. Ti ricordi il nome del/della tuo/a primo/a fidanzatino/a? Andrea.
25. Sei mai andata ad un concerto? Sì, sia sopra che sotto il palco.
26. Di chi era l’ultimo a cui sei stata? Loreena McKennitt
27. Il tuo animale preferito? Il gatto.
28. Mai fatto una canna? No.
29. Dove vorresti andare per le tue prossime vacanze? Andrò a Medjugorie.
30. Un album che hai comprato e che non ascolti più? Praticamente quasi tutti quelli che ho a casa.
31. Il regalo più bello che credi di aver fatto? Un orologio da taschino in cui ho fatto incidere una frase sul retro.
32. Il regalo più bello che ti hanno fatto? Un bracciale pieno di significati.
33. Il regalo più bello che non ti hanno fatto? Sai, ormai dei regali non me ne frega niente.
34. Il tuo libro preferito? Ne ho molti.
35. Il tuo scrittore preferito? Ne ho molti.
36. L’ultimo libro che hai letto? “Gli insegnamenti di Don Juan” di Carlos Castaneda.
37. Guardi Zelig? Non più.
38. Classifica dei tre migliori comici: Non mi interessa.
39. Come passeresti una serata alternativa? Molte delle mie serate potrebbero essere cosiderate così.
40. Chi è un Casanova? Uno che fa dell’amare tante donne contemporaneamente un’arte.
41. Sei gelosa? Solo se ho motivo di esserlo.
42. Botte piccola vino buono? A volte è così.
43. Cosa stai ascoltando adesso? Nulla.
44. Che ore sono? 19:43.
45. Saluta: Ciao
46. Come prendi la pizza di solito? Di solito la prendo senza carne sopra.
47. Ti piace andare in discoteca? No.
48. I tuoi genitori sono all’antica? I miei genitori non capiscono alcune cose che io non sono in grado di spiegargli.
49. Cosa ti attira di più in un/a ragazzo/a? La sua essenza.
50. Ti sei mai innamorata di una persona bastarda dentro? Sì, ma facevo finta di non vedere.
51. Dividi la tua camera con qualcuno? No.
52. Cosa hai fatto oggi? Ho studiato, ho mandato alcune mail, ho telefonato al mio ragazzo, mi sono preoccupata.
53. Cosa ti piace fare d’estate? Stare al fresco e riposare.
54. E d’inverno? Stare al caldo e riposare.
55. Meglio fare la doccia o il bagno? Il bagno.
57. Preferisci ricordare o essere ricordato? Ricordare, non mi interessa la gloria imperitura. Niente rimane in eterno.
58. Cosa hai fatto a Capodanno? Sono andata ad una cena organizzata veramente orribile.
59 Qual è il tuo cantante/gruppo preferito? Loreena McKennitt
60. Sei superstiziosa? Non mi definirei proprio così, ma all’ocorrenza i gesti scaramantici li faccio.
61. A che ora esci da scuola? Non vado più a scuola.
62. Il tuo dolce preferito? Qualcosa coi frutti di bosco.
63. Tre aggettivi per descriverti? Sono sfuggente persino per me stessa, in questo momento.
64. Si è mai realizzato un tuo sogno? Sì.
65. Hai sorelle e/o fratelli? No.
66. C’è una canzone che esprime il tuo stato d’animo in questo momento? Sicuramente, ma non me ne viene in mente nessuna.
67. Com’è il tuo costume preferito? Non mi interessa.
68. Hai mai odiato qualcuno? Sì.
69. Stai aspettando qualcuno? Magari!
70. Se qualcuno parla male di te ingiustamente, che fai? Non so, quando vengo presa dalla rabbia cieca l’esito è imprevedibile, ma di sicuro non ci passo sopra.
71. Che mutande indossi oggi? Degli slip bianchi.
72. Cambieresti qualcosa del tuo passato? E’ servito ad arrivare dove sono ora, quindi no.
73. Hai qualche spasimante? Non credo.
74. Come devono essere gli occhi della persona che ti piace? Espressivi.
75. Preferisci i jeans o i pantaloni da tuta? Jeans.
76. Che dentifricio usi? Elmex.
77. E quale bagnoschiuma? Non uso il bagnoschiuma, uso il sapone di Aleppo.
78. Ti piace Marilyn Manson? Qualche canzone.
79. Ti hanno mai dedicato una canzone? Sì.
80. Ti metti il burrocacao? Al bisogno.
81. Se sì, quale? Al burro di karité.
82. Tanga, Boxer o Slip? Boxer.
83. Porti gli occhiali da vista? Sì, ma non sempre.
84. Preferisci il giorno o la notte? La notte.
85. Sai nuotare? Sì.
86. Hai parenti all’estero? Dove? Sì, in Argentina.
87. Preferisci le storie serie o le “avventure”? Le storie serie.
88. Progetti per il futuro? Voglio essere felice.
89. Sai sciare? No.
90. Come prendi di solito il gelato? Fragola, frutti di bosco, limone e yogurt.
91. Sai guidare? Sì.
92. Ti piace il gorgonzola? Non mi fa impazzire.
93. Hai mai fatto scherzi telefonici? Sì.
94. Qual è il tuo fiore preferito? In questo momento credo di amare le rose bianche, e i fiori banchi in generale.
95. Hai mai viaggiato in aereo? Sì.
96. Ti sono mai arrivati sms sconci? No.
97. Cosa hai sognato sta notte? Parole belle.
98. Le tue misure? Non le so.
99. “Carpe Diem” cosa ti dice? Cogli l’attimo.
100. Dì qualcosa a chi ti propone questo test: Non me l’ha proposto nessuno, l’ho rubato ad un blog di una ragazzina che è andata in fissa con questi test, come ci andai io alla sua età.

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Messaggio agli aspiranti giovani musicisti (in particolare cantanti)

Se:

  • amate la Musica;
  • credete che fare Musica significhi esprimere sé stessi in totale naturalezza;
  • pensate che sia importante, al fine di un buono studio e una buona esecuzione, fare Musica in un ambiente armonioso, privo di abusi di potere, competizione, burocrazia inutile e chiacchiere superflue;
  • ritenete che lo scopo del fare/ascoltare Musica sia la catarsi emozionale e spirituale, non l’appagamento dell’ego dell’artista.

Se condividete queste parole, fatevi un favore finché siete in tempo:

Non entrate MAI, M A I, M  A  I  in un conservatorio.

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Addio e grazie per tutti i kilometri che altrimenti avrei percorso a piedi

La mia macchinina un mese fa mi ha lasciato in panne per l’ultima volta, così oggi, durante la tregua dalla neve, ho approfittato per prendere le ultime cose rimaste nel cruscotto e dirle addio.
Come si fa a non essere un po’ commossi? Ci ho imparato a guidare lì dentro, santo cielo. Era rossa e il suo precedente proprietario dev’essere stato un truzzo colossale, perché tra tutte le cose opzionali che poteva scegliere aveva deciso di installare l’alettone dietro. Ed io avevo anche il coraggio di chiamarla “il mio ferrarino”, nonostante fosse mezza scassata. Ma in fin dei conti anch’io ero mezza scassata, quando la presi.
Quanti chilometri più o meno leciti mi ha fatto percorrere, e in quante avventure mi ha scarrozzato! Senza contare i miei sfoghi e i pugni al volante, o… quel bacio…
Si potrebbe dire senza sbagliare che mi ha trasportato in un altro periodo di vita.
Beh, grazie Macchinina. E’ stato un vero piacere, forse più per me che per te.
Adieu!

PS: Chissà se è il caso di dire addio anche a questo blog. In fondo ormai non ci scrivo più nulla ed è frequentato quanto la virtù di una suora.

… Nah, in fondo io non butto via mai niente 😉

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Aiutati che Dio t’aiuta

Aspettarsi un cambiamento straordinario nella propria vita che arriva così, dall’esterno e dal nulla, è impossibile. E’ una legge incontestabile dell’Universo.

Le cose non accadono da sole. Le cose accadono nel momento in cui tu vuoi farle accadere, quando sei pronto a riceverle, a vivere quelle determinate esperienze. Mai prima. E quando gli eventi si compiono è perché esiste una parte di te che ha acconsentito a questo processo, che tu ne sia consapevole o meno.

Ovviamente funziona anche in senso negativo. Ma in quel caso la miglior cosa che ci si possa auspicare è trarre un insegnamento prezioso…

Non ho assolutamente la presunzione di fare la morale a nessuno, semplicemente stavo leggendo i post che ho scritto diversi anni fa e mi è venuta la nausea per tutti i piagnistei che facevo, nella vana speranza che una mano misericordiosa ponesse fine ai miei tormenti.

Ma la vita è solo ed esclusivamente nostra, e spetta solo a noi agire di conseguenza per cambiarla. Evidentemente avevo bisogno di passare attraverso quelle sofferenze per imparare questa banale lezione.

Però va bene lo stesso, in fin dei conti la vita è anche questo. E’ fare esperienza.

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Smells like teen spirit

Con oggi sono ufficialmente ripiombata nella tana del bianconiglio. Mi sento di nuovo diciannovenne, come se non avessi mai commesso quell’errore. Non mi ero resa conto veramente di quanto mi mancasse tutto questo…

Sono in piedi dalle 4, in aula eravamo strettissimi. La cultura, il dolore alla mano per prendere appunti in fretta, la stessa che ora quasi mi trema per i litri di caffè che ho bevuto, per l’entusiasmo.

In strada il corteo contro MaryStar minacciava di occupare il rettorato. Un paio di occhiate, un sorriso complice e via di corsa, alla ricerca della libreria più vicina… perché non ho tempo da perdere, non voglio avere più tempo da perdere.

Sì, decisamente sono tornata.

E mi piace da morire.

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Éire

Ciao a tutti,

mi sono attardata a scrivere questo breve post perché ho dovuto affrontare il senso di sradicamento una volta tornata a “casa”, ma soprattutto dovevo raggruppare un po’ di parole adatte a descrivere cos’è la bellezza dell’Irlanda. Non sono sicura di riuscire adesso e nemmeno sono certa che esistano, ma se continuavo ad aspettare facevo in tempo a tornarci almeno altre 20 volte…

La nostra avventura è iniziata da Dublino, in cui abbiamo trascorso la prima serata ancora completamente straniati dalla realtà ed increduli di essere davvero lì (passeggiando davanti ad uno dei tanti locali mi sono sorpresa a pensare: “Che figata, un pub irlandese!”. E grazie, vorrei vedere…).

Per fortuna il sogno ha cominciato a farsi sempre più reale quando abbiamo noleggiato la macchina e ci siamo diretti verso le mete che avevamo stabilito… Devo dire che ho apprezzato molto di più i piccoli paesini che apparivano all’improvviso lungo il tragitto, piuttosto che le grandi città in cui mi sono fermata. Nessuna era paragonabile a Kilkenny, ad esempio, oppure Clifden, Ennis, Cashel, Clonmacnoise. Piccoli centri che erano poco più che villaggi, ma mi colpivano per quel senso di familiare che mi suscitavano le casine pittoresche e i parchi verdi, tranquilli. Tutto era sempre molto curato e non c’era insegna in cui non si leggesse “irish” o “celtic”. Si sa che gli irlandesi sono molto legati alle loro origini, ma questo non sfocia mai in un vuoto patriottismo. Non si sforzano di apparire irlandesi e celtici, loro lo sono e basta. E non ho mai visto nessuno essere scortese o maleducato…

Ma l’Irlanda vera, quella che io cercavo, non era nemmeno nei paesini. L’abbiamo trovata lungo la strada, quand’eravamo circondati dai pascoli erbosi a perdita d’occhio. L’abbiamo trovata nei ruderi delle abbazie con le sue croci celtiche, lungo le coste, le rocce scure, le scogliere altissime dove l’oceano si infrangeva impetuoso. Era negli alberi avvolti dall’edera, nei torrenti, nel vento, nella pioggia e negli arcobaleni… il Connemara. E c’era quel verde ovunque, talvolta luminoso, talvolta aspro e selvaggio. Non mi era mai capitato di vedere un posto e segretamente sospettare che fosse solo una mia proiezione mentale… Tutto era perfetto e meraviglioso in maniera commovente.

Abbiamo trascorso una settimana così, restando in continua contemplazione dell’incanto della natura. Poi abbiamo chiuso il cerchio tornando a Dublino, che ci ha salutato regalandoci una splendida ultima sera di musica irlandese suonata dal vivo nei pub. E’ stato a dir poco elettrizzante… Un modo provvidenziale per tirarmi su il morale dalla nostalgia che già cominciavo ad avere.

Adesso che sono tornata mi sto disperando. Come faccio a continuare a stare qui sapendo quello che ho lasciato? Ora che ho visto coi miei occhi non posso più farne a meno. L’Irlanda è una poesia scritta da Dio…

Arianna

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