Addio e grazie per tutti i kilometri che altrimenti avrei percorso a piedi

La mia macchinina un mese fa mi ha lasciato in panne per l’ultima volta, così oggi, durante la tregua dalla neve, ho approfittato per prendere le ultime cose rimaste nel cruscotto e dirle addio.
Come si fa a non essere un po’ commossi? Ci ho imparato a guidare lì dentro, santo cielo. Era rossa e il suo precedente proprietario dev’essere stato un truzzo colossale, perché tra tutte le cose opzionali che poteva scegliere aveva deciso di installare l’alettone dietro. Ed io avevo anche il coraggio di chiamarla “il mio ferrarino”, nonostante fosse mezza scassata. Ma in fin dei conti anch’io ero mezza scassata, quando la presi.
Quanti chilometri più o meno leciti mi ha fatto percorrere, e in quante avventure mi ha scarrozzato! Senza contare i miei sfoghi e i pugni al volante, o… quel bacio…
Si potrebbe dire senza sbagliare che mi ha trasportato in un altro periodo di vita.
Beh, grazie Macchinina. E’ stato un vero piacere, forse più per me che per te.
Adieu!

PS: Chissà se è il caso di dire addio anche a questo blog. In fondo ormai non ci scrivo più nulla ed è frequentato quanto la virtù di una suora.

… Nah, in fondo io non butto via mai niente 😉

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Informazioni su Arianth

Sono un'antropologa arrabbiata.
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