“Le Note dei Ricordi”… pensieri, emozioni…

Tutto è bene quel che finisce bene…
Come vi avevo accennato, l’evento speciale che avevo in programmazione è stato quello di organizzare da zero uno spettacolo musicale, e si è concretizzato martedì sera. Con un enorme e inatteso successo.
L’idea è venuta per caso a me ed Alessandro passeggiando per Macerata un pomeriggio di febbraio. A dire il vero non era la prima volta che fantasticavamo sul fare uno spettacolo riguardante il ‘900, un excursus storico attraverso la musica, i costumi e le scenografie, ma restava sempre nell’ambito del "Ti immagini se…".
Questa volta invece ci siamo messi in contatto con il Centro Studi e il progetto è partito.
Abbiamo fatto veramente TUTTO, dalla direzione artistica al volantinaggio… Nel frattempo si era aggiunta Federica, poi Pimpi e Cristina per la scenografia e infine Vincenzo e Gianluca per "Let it Be" fatta con le chitarre. Sono incominciate le prove e la frenetica ricerca di oggetti di scena e dei costumi… e molto, molto altro, molti problemi che abbiamo dovuto affrontare e risolvere in breve tempo e con le nostre sole forze.
Le ultime settimane sono state assurde…
I giorni scorsi non vivevo più, mi svegliavo al mattino che ancora era notte e, senza nemmeno che me ne rendessi conto, mi investiva il pensiero ossessivo delle centinaia di cose che avrei dovuto fare in quel giorno per lo spettacolo. Non era pronto niente, non andava bene niente, molte cose erano ancora approssimative e ormai ho perso il conto di quante volte io e Ale ci siamo incazzati per questo o quello, soprattutto lunedì e martedì pomeriggio per il soundcheck.
Sarò sincera… mi sentivo agitatissima, in preda allo sconforto e carica di responsabilità come mai prima. Avrei tanto voluto abbandonare tutto perché ci stava facendo ammalare e da sogno si era trasformato in un incubo nonostante tutto l’amore, la passione e l’entusiasmo che ci avevamo messo.
Ma poi…
Quando ho realizzato di essere lì per un’idea avuta esattamente 6 mesi prima…
Quando ho visto il cortile Lucangeli per la prima volta stracolmo, di 300 sedie non ce n’era una libera e molte persone sono rimaste in piedi dall’inizio alla fine…
Quando ho notato che l’energia che mettevamo nelle canzoni era percepita e apprezzata…
Quando ho capito che il pubblico si divertiva, interagiva e si emozionava per i ricordi che i nostri brani suscitavano in loro…
Quando ci è piovuta addosso una valanga di applausi, complimenti, baci e abbracci da chiunque, conoscenti e non…
Dio mio… le parole non sono bastate.
Siamo piaciuti, abbiamo coinvolto e trasmesso l’essenza stessa dello spettacolo, che è stato gradito in ogni dettaglio. Soprattutto siamo riusciti a portare a termine con successo un’impresa molto più grande di noi, e non c’è soddisfazione più grande di questa.
E’ stata un’esperienza totalizzante che mi ha fatto imparare molto su me stessa.
Prima di tutto, per fare le ricostruzioni storiche delle epoche, delle musiche e dei costumi ho dovuto riaprire i vecchi libri di scuola e, grazie a questo, ho riscoperto un sacco di cose e mi sono rifatta una cultura tale che, se la avessi avuta al liceo, probabilmente sarei uscita con mille e lode.
Sul piano organizzativo mi sono sorpresa molto più decisa e intraprendente di quanto sospettassi.
Dal punto di vista artistico invece sono riuscita a dare sul palco molto più di quanto avessi mai immaginato, e questa è una bella novità. Di strada ne ho ancora tantissima da fare, ma per il momento sono molto contenta di come la sto percorrendo.
Non so, mi sento cambiata. Forse un po’ più cresciuta, più matura e più fiduciosa nelle mie capacità… Credo che questo sia il sentire di un po’ tutti noi del "backstage", correggetemi se sbaglio… 🙂
Nonostante tutte le arrabbiature mi sento appagata, anche se ancora un po’ frastornata e incredula.
Finalmente sono libera da un peso che ora è un orgoglio.
Tutto è bene quel che finisce bene…
 
In conclusione, semplicemente grazie.
A chi ha condiviso con me questa avventura bastarda e indimenticabile.
A tutti coloro ai quali, speriamo, abbiamo regalato almeno un’emozione.
E anche a chi si è rivelato per quello che è…
Grazie.
 
Arianna
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Informazioni su Arianth

Sono un'antropologa arrabbiata.
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