Dark Night of the Soul

Ciao ragazzi, avete visto che ho cambiato lo sfondo del blog? Non è carino? ^_^ Sembra che ho rubato le piastrelle della cucina ad Holly Hobbie, ma vabbè A bocca aperta
Comunque sono qui stasera per postarvi il video di una canzone bellissima, ovviamente Sua (per quelli che leggono il post da Facebook non temete, appena finito qui lo metto come video anche in bacheca).
Si intitola "Dark Night of the Soul", contenuta nell’album the mask and mirror, del 1994. Il testo è di un poema scritto da San Juan de la Cruz (XVI Sec), riadattato e musicato da Lei.
Nonostante a una prima vista il titolo sembri non promettere bene, è una canzone di una dolcezza disarmante e che contiene un messaggio di amore, speranza e fiducia. Il monaco infatti parla di un momento di contemplazione e meditazione in cui arriva alla consapevolezza della sua vicinanza a Dio (non necessariamente cristiano, anzi direi piuttosto la Divinità interiore), che con amore lo guida attraverso il buio della notte (l’ignoranza, il male di vivere) fino alla comprensione che non c’è nulla da temere dato che l’Universo e tutto ciò che ne fa parte, noi compresi, è fatto di una sola cosa: l’Amore. Avendolo compreso il monaco ne diviene quindi parte integrante, in armonia con tutte le cose.
Questa è un’interpretazione, ma ce ne potrebbero essere anche altre; se leggete il testo ad esempio potrebbe sembrare una specie di poesia d’amore. Scrive la stessa Loreena: "Ho trovato più di tre differenti traduzioni del poema, e sono stupita da quanto una traduzione possa alterare la nostra interpretazione. C’è da tener presente che gran pate degli scritti sacri ci arrivano tradotti, e questo è causa di un’ampia diversità di opinioni".
Tuttavia questa è l’interpretazione che a me piace di più e credo sia quella che abbia voluto rappresentare Loreena. Ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che in alcune tradizioni antiche, tra cui anche quella Essena, si parla appunto di una "notte oscura dell’anima", una vera e propria prova in cui l’iniziato si sente totalmente sconfitto su tutti i fronti. Ma se si cerca comunque di trovare un equilibrio nella meditazione, non lasciandosi travolgere anche nel momento più duro della crisi ma semplicemnente osservandone il trascorrere e le emozioni che ne derivano, può diventare invece un momento molto utile per accrescere la propria spiritualità e capire molte cose dell’esistenza, come accade al monaco della poesia.
Riflettendoci, quante volte nella vita capitano cose del genere? Quei momenti cruciali che o la va o la spacca e niente e nessuno può aiutarti… Sembra una cosa assurda (detto da me poi…), ma riconosco che in questi momenti a volte l’unica cosa è fermarsi, staccare la mente e osservare il rincorrersi dei pensieri, con assoluta calma e un certo sereno distacco. E’ fattibile e… alla fine ci si rende conto che tutto è solo un’ illusione 🙂
 
Quindi, premesso questo e in occasione dell’arrivo della primavera e soprattutto del mio primo compleanno spirituale che cade in questo mese, eccovi qui il video, che è del 1994 anche questo. Sotto vi ho messo anche il testo… buona visione!!
 
GODDESS.
 

Upon a darkened night
the flame of love was burning in my breast
And by a lantern bright
I fled my house while all in quiet rest
Shrouded by the night
and by the secret stair I quickly fled
The veil concealed my eyes
while all within lay quiet as the dead
Chorus
Oh night thou was my guide
oh night more loving than the rising sun
Oh night that joined the lover
to the beloved one
transforming each of them into the other
Upon that misty night
in secrecy, beyond such mortal sight
Without a guide or light
than that which burned so deeply in my heart
That fire t’was led me on
and shone more bright than of the midday sun
To where he waited still
it was a place where no one else could come
Chorus
Within my pounding heart
which kept itself entirely for him
He fell into his sleep
beneath the cedars all my love I gave
And by the fortress walls
the wind would brush his hair against his brow
And with its smoothest hand
caressed my every sense it would allow
Chorus
I lost myself to him
and laid my face upon my lovers breast
And care and grief grew dim
as in the mornings mist became the light
There they dimmed amongst the lilies fair
There they dimmed amongst the lilies fair
There they dimmed amongst the lilies fair

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Informazioni su Arianth

Sono un'antropologa arrabbiata.
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2 risposte a Dark Night of the Soul

  1. Andrea ha detto:

    Io credo che senza la conoscenza del male non si potrebbe apprezzare il bene. Io non riesco a staccare la mente e guardare quello che mi succede in modo distaccato, però quando poi rinasco dopo la morte interiore mi sento come se io potessi vivere di più.

  2. Arianna ha detto:

    ma infatti questo non esclude la conoscenza del bene e del male 🙂

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