Vi ricorda qualcosa?

Vi propongo una storiella di Anthony de Mello, un gesuita indiano dalla mente molto aperta.
Cosa vi ricorda?
 
L’INVENTORE DEL FUOCO

Dopo lunghi anni di lavoro, un inventore scoprì l’arte di accendere il fuoco.
Portò con sè i suoi attrezzi nelle regioni del Nord, ammantate di neve, e insegnò a una tribù quell’arte e i suoi vantaggi.
La gente era così affascinata da quella novità che a nessuno venne in mente di ringraziare l’inventore, il quale, un giorno… se ne andò in silenzio.
La seconda tribù presso cui si recò era altrettanto ansiosa di imparare della prima.
Ma i preti locali, gelosi dell’ascendente che egli esercitava sul popolo, lo fecero assassinare.
Per sviare i sospetti fecero collocare un ritratto del Gran Inventore in bella vista, sull’altare del tempio…

Studiarono una speciale liturgia che rendesse omaggio al suo nome e ne mantenesse vivo il ricordo, e posero la massima cura nell’evitare che si modificasse o omettesse anche una sola virgola di tale liturgia.
Gli attrezzi per accendere il fuoco furono conservati in uno scrigno, e si diceva che avessero il potere di guarire tutti coloro che vi ponevano sopra le mani con spirito di fede.
Il Sommo Sacerdote si incaricò personalmente di redigere una biografia dell’inventore; nel Libro Sacro, in cui venivano presentate la Sua tenerezza e la Sua generosità come esempio da imitare per tutti, si tesseva l’elogio delle Sue opere grandiose…
E la sua origine soprannaturale era diventata articolo di fede.
I preti si occuparono di tramandare il libro alle generazioni successive, mentre interpretavano con autorevolezza il senso delle Sue parole e il significato profondo della santità della Sua vita e della Sua morte.
Chiunque si discostasse dai Suoi insegnamenti veniva punito senza pietà con la tortura o il rogo o la scomunica.
E assorta com’era nelle attività religiose…
la gente…
finì…
per dimenticare…
come si accendeva il Fuoco.
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Sono un'antropologa arrabbiata.
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