Beneath a greek sky

Non so se qualcuno di voi, o miei conterranei marchigiani, abbia mai osservato con attenzione l’acqua del porto di Ancona. Beh, è verde. Ma non verde Irlanda, verde acqua, che per me è semplicemente vomitevole.
Se poi consideriamo il fatto che invece i mari che ho lasciato erano blu, ma di un blu che nessun pastello riuscirebbe mai ad imitare, oltre al vomito mi viene anche la depressione.
Il problema è che, scema come sono, ho anche il difetto di innamorarmi di quasi ogni terra che visito, e poi dopo mi rattrista dover tornare a casa. Prima stavo descrivendo a mia madre cos’ho provato vedendo l’Acropoli e tra un po’ quasi che mi mettevo a piangere per la nostalgia.
La Grecia è splendida… i colori, i sapori, le persone, i paesaggi, i monumenti… mammamia…
Mi è difficile descrivere tutto perché ci sono talmente tante cose da dire… mi sono divertita tantissimo comunque. Non mi dimenticherò mai le notti insonni passate a giocare a Tabù sulla nave e ad assassino e a merda nell’hotel di Patrasso, i coretti improvvisati nel centro di Atene o il freddo che faceva in quel convento sperduto di Cefalonia…
Per non parlare dei due concerti che abbiamo fatto, siamo piaciuti un casino e li ho visti veramente entusiasti e coinvolti nellle nostre performance. E quando, dopo l’esibizione, ci offrivano la cena al ristorante e Aldo si portava dietro la fisarmonica per farci cantare e ballare il sirtaki tutti insieme dandoci i calci sugli stinchi e ridendo come idioti, tra valzer sguaiati e tanghi demenziali in cui Ale per ogni passo faceva venti metri e io con in bocca la rosa presa dai vasetti che stavano sui tavoli… i greci avranno pensato che siamo cretini, ma senza dubbio si sono divertiti un bel po’!
I luoghi che ho visto erano meravigliosi…
Le villette di Patrasso ricordano gli antichi templi. Lepanto aveva un’aria mite e dolce. Olympia era tutta in fiore ed era ancora più bella di come la ricordavo quando la vidi dieci anni fa. Il canale di Corinto fa la sua porca figura e fa venire anche le vertigini.
Atene è veramente, veramente fantastica. La parte moderna è alla moda e trafficata, europea in tutto e per tutto. Il centro storico in cui alloggiavamo invece mi ricordava un po’ Montmartre e un po’ Barcellona, con quelle viuzze piene di ristoranti tipici, chioschetti di ghiros e negozi di souvenir dove se vedevano che eravamo italiani ci sorridevano e ci facevano lo sconto. E poi a un certo punto alzavi lo sguardo e vedevi che lassù c’era l’Acropoli che stava lì come fosse un monito dell’antico prestigio.
Una volta salita su e trovatami davanti al Partenone con la città ai miei piedi mi sono sentita meravigliata ed emozionata, avevo un groppo in gola tale… ero in un posto che risuonava grandezza. Non sono riuscita a staccargli gli occhi di dosso neanche quando ci hanno strappati via da lì…
Cefalonia era pacifica e selvaggia, con quei panorami mozzafiato, le caprette al pascolo e le alture praticamente incontaminate e ricoperte di verde… uno di quei posti dove ti piacerebbe andare quando hai bisogno di stare solo per capire chi sei veramente.
E’ stato un viaggio stancante perché ci siamo spostati più volte, ma ne è valsa proprio la pena per tutto quanto… ho anche trovato il mio antistress ideale: il komboloi (o komboLOREE, come lo chiamiamo io e Ale), un giochino vecchio di 3000 anni che è un laccio con delle perline infilate, assomiglia ad un rosario (ma in realtà è il rosario che assomiglia al komboloi, visto che è stato copiato da quello); bisogna passarselo tra le dita, poi più ci prendi mano più ti gusta continuare a farlo. Molti greci ce l’avevano e lo tenevano in tasca, adesso lo farò anch’io, mi piace troppo.
Insomma… sono contenta di aver fatto questa esperienza. Amo viaggiare. Amo questa terra…
Beh… ora vi posto le foto che ho fatto io (stranamente non poche, ma nei prossimi giorni ne aggiungerò sicuramente altre di tutti quelli che erano con me) e vado un po’ a riposare, ieri sera il mare era molto mosso e sulla nave ondeggiavamo come ubriachi, la testa mi gira ancora adesso e nemmeno soffro il mal di mare!
Kalispera!
 
Lil’John, the ancient GODDESS.
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Informazioni su Arianth

Sono un'antropologa arrabbiata.
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