L’ultimo giorno di scuola

Ultimamente sto vedendo spesso sui blog dei miei amici classe 88 che stanno per affrontare la Maturità, foto e/o commenti sull’ultimo giorno di scuola… questo ha scatenato in me una riflessione su – come sempre – me stessa e mi sono resa conto che io l’anno scorso non ho scritto nemmeno una parola riguardo questo argomento.
Probabilmente molto è per il fatto che io dall’adolescenza mi voglio allontanare il più in fretta possibile senza voltarmi indietro.
L’ultimo giorno di scuola lo si vuole ricordare in genere come l’ultimo istante sbiadito di una spensieratezza che non tornerà mai più, e a ripensarci ti viene una nostalgia infinita non della scuola in sé, ma delle esperienze che si sono vissute all’interno degli anni delle superiori. Probabilmente spiazza il fatto che si viva la cosa come la fine di un’era dove tutto era prestabilito, sapevi chi eri, sapevi che eri un’adolescente e ti sentivi autorizzato a pensare, ad agire e a trasgredire come tale. Dopo il suono di quell’ultima campanella invece ti senti perso e lanciato a razzo verso un futuro ignoto e che ti fa paura.
Con le mie compagne di classe l’anno scorso avevamo fatto un buffet di roba da mangiare (i buffet erano le uniche cose che riuscivamo ad organizzare senza scannarci), e già cominciavano a dire tutte queste cose, qualcuna persino si commuoveva… io non le capivo, ero così contenta di lasciarmi tutto alle spalle, e lo sono tutt’ora perché non mi manca nulla. L’angoscia dell’ignoto spaventava anche me, ma ero certa che niente sarebbe stato come gli anni di liceo. Le interrogazioni, i compiti in classe, le rotture di coglioni infinite a lezione, i compiti da fare tutti i giorni (e che non facevo mai per poi stare col triplo dell’angoscia il giorno dopo), la competizione e la rivalità tra compagne di classe per il voto, per non parlare dei prof che ti stavano addosso in continuazione… come si fa ad avere nostalgia di cose simili?
E di certo non mi mancano nemmeno i brufoli, l’insicurezza, le prese in giro e tutte le merdate che ho dovuto subire in quegli anni, tutte le delusioni e le sconfitte…
Sono felice di aver finalmente quasi raggiunto i 20 anni ed essere ufficialmente fuori dall’adolescenza.
Indubbiamente da questo periodo qualcosa di buono è venuto fuori, come la mia amicizia con Ale o le cazzate di me e Pimpi durante le lezioni, ma se dovessi ripetere tutto da capo mi sparerei.
 
Lil’John
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Informazioni su Arianth

Sono un'antropologa arrabbiata.
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Una risposta a L’ultimo giorno di scuola

  1. Andrea ha detto:

    Devo dire che non ho paura del futuro. Certo è ignoto, ma a me l’ignoto affascina!
     
    Per quanto riguarda i brufoli… diceva Totò: "L’unico rimedio per l’acne giovanile è la vecchiaia"

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