Simplement beau

Ciao,
come vi ho scritto l’ultima volta sono stata via tutti questi giorni, fino a ieri sera. Sono stanca morta ma ne è valsa assolutamente la pena… tutto quello che ho visto, che ho fatto… come si può non meravigliarsi ed essere fieri di aver vissuto certe emozioni dicendo "io c’ero"?
Beh, ma vi racconto con calma…
 
Giovedì 31 io, Ale e Chiara siamo partiti il primo pomeriggio alla volta di Milano, che abbiamo raggiunto all’ora di cena perché purtroppo sono diventati costosi anche gli intercity, così siamo andati per regionali. Alla stazione è venuto a prenderci Filippo, abbiamo lasciato le cose nella sua casa di Buccinasco e siamo andati a farci un giro per Milano by night. In strada abbiamo tamponato uno che usciva dal garage; nessuno si è fatto male e la nostra auto era intatta, ma la macchina di quello era abbastanza ammaccata ed era pure colpa nostra… la prima cosa che ho fatto è stata fare scongiuri perché un’avventura che inizia con un incidente non mi sembra un buon auspicio…
Una volta sbrigate le cose da fare in caso di incidenti e superato il piccolo shock siamo ripartiti e siamo stati in giro con degli amici di Filippo che per la verità non erano molto socievoli, perciò perlopiù siamo stati per conto nostro. Non troppo tardi ci siamo stancati e siamo tornati tutti e 4 a casa per sistemarci per la notte e dormire, ma non prima che i carabinieri ci fermassero per un controllo e non prima che io e Ale imponessimo di vedere le puntate di WILL & GRACE della replica notturna, rannicchiati sul divano.
 
Venerdì 1 ci siamo svegliati di buon’ora e abbiamo preparato le nostre cose, poi siamo usciti per andare in una panetteria a comprare focaccine e biscotti buonissimi. Io e Ale abbiamo comprato pure Pr-pr (nome dato da noi), una specie di leccalecca che se schiacchi 2 bottoni fa rutti e scoreggie… non potevamo lasciarlo lì!!! Così siamo stati per mezz’ora buona in preda a convulsioni simil-epilettiche per via del suddetto giocattolino, mentre Chiara e Filippo ci guardavano sconcertati… successivamente siamo andati all’Esselunga per prendere altre cose, fazzoletti, schifezzine, alcoolici e provviste varie…
Forse vi starete chiedendo il perché di tutto ciò… beh… si dà il caso che una volta usciti da lì ci siamo diretti allo stadio Meazza detto San Siro, dove Laura avrebbe cantato… MA PIU’ DI UN GIORNO E MEZZO DOPO!!!
Perciò sì, avete capito bene: abbiamo fatto la fila un giorno prima.
Quando siamo arrivati allo stadio non c’era nessuno naturalmente, così ci siamo inchiodati all’ingresso 13-14, quello da cui si accede al prato.
Solo che, sfiga, il tempo era instabile e oltretutto era freddo, e noi che avevamo solo delle coperte dietro non sapevamo come e soprattutto se saremmo sopravvissuti per la notte… per fortuna che la sorella di Filippo ci ha gentilmente prestato la sua tenda da campeggio!
Così, mentre lui e Ale la andavano a prendere, io e Chiara siamo rimaste a fare la guardia all’ingresso come due leonesse incazzate guardando male chiunque si avvicinava a dare qualche sbirciata curiosa o per attaccare bottone con noi cercando di capire che cavolo ci facessimo lì davanti con gli zaini e tutto.
I ragazzi sono tornati dopo un bel po’ perché bisognava aspettare che la sorella di Filippo staccasse dal lavoro, dopodiché l’abbiamo montata (EBBENE SI’, ANCHE NOI NON-SCOUT SAPPIAMO MONTARE UNA TENDA!! YEAHHHH!!!!!), l’abbiamo cosparsa di tutte le coperte e gli asciugamani che avevamo, e poi abbiamo passato tutto il pomeriggio lì dentro a sonnecchiare, mangiucchiare e cazzeggiare (io ed Ale creavamo ritmi house con Pr-pr), mentre fuori pioveva alla grandissima.
Dopo cena (ancora pioveva) siamo stati ad ascoltare Laura che nel frattempo era entrata dentro lo stadio e stava facendo qualche prova insieme a Tiziano Ferro, poi ci siamo dati all’alcool e dopo qualche giro e qualche brindisi sempre più scemo… beh, potete immaginare lo stato in cui eravamo! Dopo un anno che non mi ubriacavo, mi sono messa a ridere cantando "la macchina del capo ha un buco nella gomma", solo per dirne una…
Ho passato una notte cel cazzo (…) cercando di farmi passare il mal di testa della sbronza e andando al bagno (fratte), mentre c’era qualcun’altro che già cominciava ad arrivare. Ovvio che non sono riuscita a dormire………………………………….
 
La mattina di sabato 2 uscendo dalla tenda ho notato che la gente era parecchio aumentata e continuava a riempirsi. Verso l’ora di pranzo abbiamo smontato la tenda e ci siamo messi in fila davanti all’entrata, nel posto che (meritatamente) avevamo riservato per noi, chiacchierando con qualcun’altro che conoscevamo e, nel caso di me e di Ale, dando fondo al nostro repertorio di canzoni rinascimentali del coro dell’università e delle canzoni della Disney.
Alle 15.30 hanno cominciato ad aprire i cancelli… e lì è stato il momento che più temevo, perché mi mette un’ansia tremenda addosso e in più bisogna correre come disperati. Sono riuscita a conquistare il centro del palco ma non in prima fila… diciamo prima fila e mezzo però, perché cercavo di sporgermi sempre in avanti!! Eheh…
Abbiamo aspettato lì diverse ore, due delle quali ha piovuto ininterrottamente e molti di noi che erano nel prato erano abbastanza scoglionati dalla cosa, oltretutto i remix di Tommy Vee che Laura aveva chiamato come supporter per il suo concerto non miglioravano granché la cosa, almeno per me… in più c’era un ragazzo davanti a me che doveva fare pipì ma non poteva allontanarsi altrimenti avrebbe perso la prima fila, così l’ha fatta in una bottiglietta….. senza parole…..
Insomma, sono trascorse parecchie ore così, e mi sentivo sempre più stanca, incavolata e umidiccia. Lentamente le persone cominciavano a riempire anche gli spalti, ma all’inizio ero sconfortata anche dal fatto che, vedendo molti spazi vuoti, San Siro mi sembrava un palazzetto qualunque, e pensavo che quella cavolo di pioggia avrebbe danneggiato non poco il concerto…
Invece è stato tutto così incredibile…
Man mano si è fatta sera, e alle 21.15 minuto più minuto meno il concerto è iniziato. Mi sono guardata attorno e ho visto lo stadio stracolmo, pieno di luci e persone che gridavano il nome di Laura. Era una cosa grandiosa…
E poi è arrivata lei… bellissima, in formissima, grintosa come non l’ho mai vista prima. Dopo il primo "Io canto" ha cominciato a sfoderare una serie dei suoi brani migliori nuovi e non, arrangiati in modo divino e per la maggior parte molto, moltissimo più rock di come eravamo abituati a sentirli.
Nel frattempo, poco dopo l’inizio, la pioggia aveva ripreso a scrosciare e non si è mai più fermata per tutto il tempo. Ma stavolta ce ne siamo fregati… io mi sono spogliata e mi sono bagnata completamente, e così tutti gli altri nel prato con me. Credevo che la pioggia avrebbe rovinato tutto, invece è stato molto più bello così…
Anche Laura era fradicia come noi, e c’era qualcosa di mistico e sensuale in tutto questo… come se fossimo stati tutti uniti in un’emozione, un cuore solo che batteva al ritmo di una canzone… è stato indescrivibile…
Mi ha commosso notare che anche lei era emozionatissima e cercava di trattenere le lacrime, nel vedere tutte quelle migliaia di persone che avevano aspettato ore ed ore (noi in primis) e che ora erano lì solo per lei nonostante tutto a condividere quell’esperienza, la prima donna "con le palle" a riempire con un concerto lo stadio di San Siro…
Potete vederne un piccolo estratto qui, se ne trovano miliardi su Youtube:
 
 
Dopo all’incirca un paio d’ore il concerto si è concluso, lasciandomi bagnata di acqua e lacrime. Avevo cercato di muovermi tutto il tempo pogando fino all’impossibile per restare calda, ma ormai cominciavamo tutti a tremare e per evitare di prenderci una polmonite ce ne siamo andati in fretta.
Gaia, un’amica di Filippo, ci aveva lasciato a nostra disposizione il suo appartamento, visto che lei vive da sola e quella sera andava a dormire fuori, così noi a turno ci siamo fiondati nella doccia calda e poi a preparare di nuovo le valigie…
 
…E siamo arrivati a domenica 3. Perché preparavamo le valigie? Beh, perché qui inizia la seconda parte del viaggio!
Quella sera ci sarebbe stato un altro concerto… stavolta si trattava di JOSH GROBAN, il mio cantante preferito maschile che adoro. Visto che da qualche mese è uscito il suo nuovo album ed ha avviato il tour, non potevo perdermelo per nulla al mondo… anche se per vederlo sono dovuta arrivare fino a PARIGI.
Ecco dove sono stata, per la prima volta senza famiglia in un viaggio organizzato da nessuno al di fuori di noi. Ed è stato… wow…
Vabbè dicevo, abbiamo sistemato i bagagli, abbiamo dormito a turno sì e no mezz’ora (il tempo che uno si faceva la doccia), e poi verso le 4.30 siamo partiti per Malpensa, da dove verso le 7 siamo decollati.
Un’ora e mezza dopo (inutile dire che ho dormito tutto il tempo, non ce l’ho fatta a guardare dal finestrino…) ci siamo ritrovati all’aereoporto Charles De Gaulle, da cui poi abbiamo raggiunto il centro tramite metro. Abbiamo impiegato ore per trovare il nostro ostello perdendoci minimo 4 volte, però alla fine ce l’abbiamo fatta. Per la zona in cui era situato mi sembrava di stare ad Istambul, e anche l’ostello in sé faceva proprio tanto schifo… Però per fortuna siamo stati lì solo per dormire…
Appena arrivati abbiamo posato le valigie e ci siamo subito infighettati per andare al concerto di Josh, al Palais des Congrès situato nella zona della Défense, a nord-ovest di Parigi. Prima però siamo stati in giro per gli Champs Elysées a goderci una domenica pomeriggio parigina, bellissimi e con tutti che rimanevano meravigliati da cotanta bellezza… mi sentivo proprio figa, eheheh! Camminare a braccetto col tuo migliore amico vestita da diva con tanto di occhialoni grossi e di sfondo l’arco di trionfo che si apriva a questa stradona alberata e grandissima, piena di persone e di negozi… per me che non c’ero mai stata prima è stato il massimo!!
Verso le 17 siamo giunti finalmente nel luogo del concerto, che era un posto strano. Era un teatro stile Arcimboldi, ma non era solo un teatro, era tanto di più. Dentro questo enorme edificio c’erano negozi di ogni tipo, ristoranti, c’era una hall da hotel a 1000 stelle, e sicuramente altre sale come quella in cui si sarebbe svolto il concerto. Più ci rifletto più mi rendo conto che ancora non capisco che cavolo di posto sia, e non sono nemmeno sicura di averlo esplorato tutto.
Noi per puro caso (c’erano milioni di entrate e non capivamo qual’era la nostra) abbiamo seguito uno con la maglietta dello staff di Josh, che ci ha condotti fuori da una porta del backstage, in cui c’erano anche alcune altre fan (eravamo gli unici italiani, dato che da qui lui non si conosce…) che aspettavano sperando che lui uscisse fuori per firmare autografi. Così non è stato, e noi un po’ delusi bene o male (più male che bene…) siamo arrivati all’ora del concerto.
Dopo aver constatato che i fan stranieri non sanno pogare e non hanno NULLA A CHE VEDERE con l’esagitazione pazza di noi italiani quando vediamo le nostre celebrità preferite, il concerto è iniziato con "You are loved", il primo singolo tratto dal suo nuovo album.
E così ho visto Josh… simpaticissimo e dolcissimo, ha fatto veramente tanto ridere, è proprio una sagoma oltre che bravissimo è con una voce profonda e calda… anche se lui si considera un "patate" in francese!! Ahahahahah, stupendo!!!
Il concerto è stato meraviglioso, lui qualche errorino di impostazione vocale l’ha fatto, ma io mi sono accorta perché studio canto, altrimenti è stato sempre magico. Oltretutto i musicisti erano bravissimi, specialmente una violinista che era veramente pazza, chissà che gli faceva a quel violino, ci suonava come una dannata…
Verso la fine del concerto alcuni, noi compresi, hanno lasciato le poltroncine e ci siamo messi proprio sotto al palco per sentirlo cantare le ultime canzoni, tra cui "You raise me up", che è quella con cui l’ho conosciuto e una dei due brani che porterò domani al saggio… Ce l’avevo proprio davanti… poi alla fine ci ha stretto anche la mano e ci ha scarabocchiato i libretti dei cd… che bello!!!!!!!!
Ecco un estratto anche qui:
 

 

Usciti dal Palais siamo ritornati agli Champs Elysées e poi siamo andati a piedi verso la torre Eiffel… vederla è come quando vedi una persona famosa che hai da sempre conosciuto tramite tv e libri… ovvio che non mi sono messa a saltare e a gridare chiedendole una foto e un autografo, però mi sono molto compiaciuta nel poterla finalmente osservare di persona. Verso l’una poi ha cominciato a scintillare tutta… semplicemente meravigliosa…
Siamo tornati all’ostello in taxi perché non sapevamo che la metro all’una chiude, e ci siamo addormentati esausti e coi vestiti ancora addosso.
 
Lunedì 4 ci siamo svegliati a mezzogiorno, nonostante avessimo messo la sveglia alle 9.30. Non molto dopo ci siamo cambiati e siamo usciti per farci un giro di Parigi.
E’ una città così bella… uno tra i punti più caratteristici secondo me è la zona della Cité, con tutti i baretti aperti (carissimi), i grandi ponti e i bouquinistes lungo la Senna… e poi Notre Dame, che bella…
Un altro quartiere che ho adorato è senza dubbio Montmartre, l’ho trovato così… "artistico", era proprio pittoresco! C’erano degli artisti di strada che volevano farci i ritratti perché eravamo belli, ahahahahah!! Buongustai… Ah, e come dimenticare il Moulin Rouge! Non è come magari sarà stato nell’800, ma sono stata felicissima di vederlo perchè per me ha un valore affettivo, a 14 anni ero diventata matta per il film!!
Il resto della città è tutto uno sfavillare di negozi, tra edifici d’angolo di inizio 900 e grattacieli futuristici e grandi spiazzi cementati, come nella Défense. Fortissimo il quartiere latino, colorato e pieno di ristoranti etnici… quelli greci avevano tutti i cocci per terra, perché quando arriva un cliente si usa rompere un piatto… che strana tradizione!
Siamo tornati all’ostello mezz’ora prima che chiudesse la metro un po’ a malincuore, e ci siamo di nuovo addormentati coi vestiti addosso.
 
Martedì 5 ci siamo alzati lle 5.30 per prendere l’aereo sempre all’aereoporto Charles De Gaulle. Il nostro volo ha ritardato di più di un’ora, ma per le 11 eravamo già tornati a Milano, dove verso le 16 abbiamo salutato Filippo e ce ne siamo tornati a casa, esausti ma soddisfatti.
 
Mi è dispiaciuto lasciare Parigi, ci sono tante cose che non sono riuscita a vedere… come l’interno della Saint Chapelle, che già mi sembrava maestosa da fuori, o salire sulla torre Eiffel, perchè costava 20 €, e sinceramente… oppure le collezioni del Louvre…
Una giornata è stata troppo poca per poterla vedere tutta, ma mi è bastata per innamorarmene. Prima o poi ci tornerò, e magari chissà, sarebbe bello poterci vivere per qualche tempo.
Oltre a tutto ciò, che dire dei due concerti che ho visto? Non ci sono parole, un’emozione dietro l’altra… e per quanto riguarda tutti questi 5-6 giorni appena trascorsi, si può solo dire… simplement beau…
 
Ora vado, che sto post è già abbastanza lunghetto!
 
Ciao ciao!!
 
Lil’John, l’accampata, poi bagnata, poi infighettata, poi parigina per un giorno
Annunci

Informazioni su Arianth

Sono un'antropologa arrabbiata.
Questa voce è stata pubblicata in Myself. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Simplement beau

  1. alice ha detto:

    ^_^

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...