Allora è così che si muore…

Stasera è morta la mia anima.
Sapete, una volta non ero cinica, ero una persona come tutti che però aveva un amico fuori dal comune. E ora questo mio amico non ne vuole più sapere di me. Speravo che non fosse vero, ma è questa è la realtà. E me ne sono resa conto stasera.
Dev’essere così che si muore. Provi un dolore talmente forte che arrivi a non sentire più niente. Ti senti mancare la terra sotto i piedi, e un attimo dopo ti accorgi che questa è sopra di te, che ti imprigiona per sempre, che ti impedisce di tornare a vedere la luce. Vorresti urlare dal dolore, lottare sopravvivere. Ma ormai non puoi fare più niente. E arrivi ad un momento che non vuoi nemmeno fare più niente. Diventi un relitto umano come me, sepolto da rancori, dolori, rimorsi, sofferenze, che ti entrano dentro, raggiungono l’essenza stessa della tua vita e te la portano via.
Fra mezz’ora devo uscire, ma è l’ultima cosa che voglio. Non voglio più fare niente. Non voglio parlare, non voglio ascoltare, non voglio ridere, non voglio mangiare, non voglio camminare. Non voglio più niente. Smetto di lottare.
Me ne sto qui sentendomi "Untitled", chiedendomi anche io perché tutto questo è successo a me, e perché devo soffrire in questo modo… mentre mi sento un peso che ormai è diventato enorme dentro il mio cuore.
Anzi, no. E’ il cuore stesso che è pesante. E’ di pietra.
 
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Informazioni su Arianth

Sono un'antropologa arrabbiata.
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